ArkilabO “Oltre il prodotto”

Osservando una vetrina di un negozio, il nostro sguardo cade su un particolare prodotto. Un prodotto che emerge fra gli altri, nonostante l’uso che se ne andrà a fare e il suo dubbio valore estetico (magari l’apparire insolito potrebbe diventare il futuro punto di forza): conta subito l’emozione che scaturisce in noi e che farà grande il suo designer.
Il design suscita emozione e il valore affettivo veicolato dal progetto che lo ha generato, sviluppa, in noi, la capacità di far affiorare gusti e giudizi. Allora contano aspetto e forma, peso e struttura materiale. Tutte sensazioni considerate quando si presenta un qualsiasi prodotto al mondo. Le case automobilistiche, ad esempio, sanno perfettamente che il successo risiede nell’aver saputo tradurre le impressioni della gente comune di fronte al prototipo, nelle qualità accessorie dell’auto che porranno sul mercato.
Ma il design emozionale è solo uno degli assi nella manica di un designer. Si va oltre il prodotto, aumentandone la sua usabilità. La funzione può essere il più semplice dei criteri da rispettare, ma le esigenze delle persone non sono mai troppo palesi come possono sembrare.
Se un prodotto è già venduto, niente di più facile è studiarlo per correggerne gli eventuali vizi progettuali e riproporlo sul mercato innovato; ma come scovare un bisogno nascosto, che stagni in ognuno di noi, per farne scaturire nuovi prodotti di cui il mercato reclami la presenza? Potevamo mai immaginare che, un giorno, donne e uomini avrebbero desiderato, rispettivamente, wonderbra e viagra, tanto da arrivare a ritenere difficile la loro senza questi prodotti? Dunque l’imperativo è OSSERVARE!
I designer incapaci di analizzare al microscopio la popolazione che usufruirà delle loro creazioni, rivendicheranno sempre la paternità di prodotti scadenti. Il lavoro del buon progettista sta, infatti, nel trasformarsi in novelli archeologi di tecnologia industriale e ricercare necessità insoddisfatte e inespresse, scovare quelle esigenze che neppure le persone che le sentono riescono ad esprimere, spingersi oltre un bisogno palese, fondatori di un linguaggio che, attraverso i prodotti, parli direttamente alla gente.
Qui risiede la via per inondare il mercato di prodotti, validi per il designer quanto per il fruitore, merce carica di ricordi, di emozioni e di un uso consapevole.

Pubblicato sulla fanzine Carta Straccia #4, agosto 2009. L’intero numero #4 in formato digitale è online.